Chiesa di Sant'Ignazio da Laconi

Comune: Serramanna

Tipologia: Architettura Contemporanea

Cronologia: Sec. XX

Storia e Descrizione:

La Parrocchia di Sant'Ignazio, la prima in assoluto ad essere dedicata al grande Santo di Laconi, è sorta a Serramanna nel 1971. Tale intitolazione fu decisa, attraverso una consultazione popolare, dai medesimi futuri parrocchiani. Inizialmente le funzioni venivano celebrate in una struttura privata, riadattata allo scopo. Nel corso del 1975 si riuscì a dotare la Parrocchia di una struttura propria, con la costruzione di un capannone prefabbricato. La nuova Chiesa fu benedetta il 3 Aprile 1976 dall'Arcivescovo di Cagliari Giuseppe Bonfiglioli.

Nel corso degli anni, grazie all'encomiabile impegno del Parroco Fondatore Don Bruno Pittau ed alla generosità dei fedeli, la struttura venne ampliata, resa più funzionale ed arricchita di arredi sacri ed opere d'arte di grande interesse. Nel 1987 si costruì, sul lato est della Chiesa, un ulteriore locale a due piani poi utilizzato per ospitare la sagrestia, un ufficio e due aule, attualmente adibite a casa parrocchiale. Nel 1994 si procedette alla ristrutturazione dell'aula principale, si ampliò il lato Nord della struttura, creando la cosiddetta cappella feriale, si costruirono le tre bussole in muratura di pietra e, nell'area verde circostante, si misero in posa numerose piante.

L'ultimo intervento di un certo rilievo, datato 2007, riguardò la costruzione di un elegante porticato posto a copertura degli ingressi laterali della Parrocchia. L'insieme di questi lavori, progettati e realizzati dall'Architetto Serramannese Lucio Ortu, fanno parte di un più ampio progetto che prevede anche la costruzione di un campanile (alto 21,20 metri, a pianta quadrata) e di varie altre opere utili al miglioramento della funzionalità e del tenore architettonico dell'edificio.

La Parrocchia è stata consacrata dall'Arcivescovo Ottorino Alberti il 25 Ottobre 2001.

L'arredo sacro e le opere d'arte:

Tra gli arredi sacri spicca sicuramente il grande Crocifisso che sovrasta l'altare maggiore, opera di Ferdinando Stufflesser d'Ortisei in Val Gardena. L'altare e l'ambone liturgico sono realizzati in granito sardo. Nel Presbiterio si può osservare la sede liturgica, realizzata in rovere americano. Il tabernacolo, in bronzo argentato, poggia su una base in ceramica, raffigurante un pellicano, realizzata dall'artista Claudio Pulli, autore anche del grande pannello del fonte battesimale. Particolare interesse rivestono anche le opere lignee, tra cui si segnalano, oltre il già citato Crocifisso, la Madonna di Montserrat e il Simulacro di Sant'Ignazio, entrambe opere del Stufflesser.

Di grande impatto, inoltre, le serie di vetrate realizzate dall'artigiano guasilese Adriano Casti con la tecnica del vetro soffiato con legatura in piombo e pittura a caldo simboleggianti il percorso dell'uomo verso la salvezza (nei muri perimetrali), i misteri del Santo Rosario (nella cappella feriale), il tema dell'Eucaristia (nella fusione centrale e nell'abside), il Battesimo (nel Battistero) e la vita di Sant'Ignazio (nel rosone).

Del pittore Serramannese Flaviano Ortu sono i dipinti su tavola e foglia oro: la Pala dell'Altare raffigurante il "Cristo Eucaristico" collocato nell'abside della cappella feriale; il Trittico "Intercessione" raffigurante Sant'Ignazio e problematiche sociali collocato nella bussola centrale; il grande retablo raffigurante "Le Virtù di Sant'Ignazio con la Madonna degli Angeli" collocato nella parete destra della navata. Ad un altro Serramannese, il pittore e muralista Luciano Lixi, si devono invece le due tele a olio poste in alto a sinistra della navata centrale: "Importanza della fede" e "Resurrezione di un bimbo".

All'ingresso dell'area parrocchiale si trova inoltre un'edicola sacra, di pietra locale, raffigurante Sant'Ignazio in preghiera innanzi all'immagine della Vergine, opera dello scultore Gigi Porceddu di Villasor.

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